Padova Vegan (Anna Grandolfo)

Nell’ultimo anno, Anna ha trasformato la sua passione in una missione ispiratrice. Tra eventi, collaborazioni e momenti di comunità, Padova Vegan non è un semplice progetto, ma un cuore pulsante di connessioni genuine e azioni concrete volte a creare un mondo migliore.

padovavegan-1

“Sono Anna Grandolfo, ho 25 anni. Mi sono appena laureata in pittura all’Accademia di Belle Arti. Ho questa pagina che si chiama Padova Vegan, nata più come una forma di volontariato che con l’idea di fare l’influencer. Volevo portare il mondo vegano a Padova, dato che di certo ci sono stati dei miglioramenti negli ultimi anni, ma risulta ancora un po’ carente. Vorrei che il panorama fosse più inclusivo, che anche i locali abbiano più scelte vegane. Far vedere che ci sono locali che hanno delle scelte ottime potrebbe portare ad aumentare la richiesta anche altrove”

“Adesso vorrei insegnare storia dell’arte e disegno alle superiori o medie, ma ci sono complicazioni con la mia classe di concorso. Sto pensando se continuare a studiare, magari una magistrale in storia dell’arte, o trovare un lavoro. Non voglio che sia la mia pagina sia la mia principale fonte di reddito, la vedo sempre come una forma più volontaria di lavoro, di certo guadagnarci qualcosa sarebbe una bella cosa”

“La pagina è nata l’anno scorso. Ero vegana da due anni e a luglio 2023 ho deciso di pubblicare dei post, perché andavo a mangiare in giro, facevo foto e ho pensato: “Cavoli, ma nessuno fa una pagina vegana di Padova?”

“In altre città ci sono pagine simili, come Vegans of Veneto di Valentina Lucchini, ma volevo qualcosa di più locale, per modificare la realtà locale. Così ho pensato di farlo io stessa. L’ho creata senza aspettative, senza impegnarmi troppo, e ho iniziato ad avere anche un po’ di seguito”


“Il seguito più grande l’ho avuto all’inizio di quest’anno, pubblicando i primi reel fatti bene. Avevo paura di espormi, mi sentivo imbarazzata a mostrarmi e parlare. Ancora adesso non riguardo i reel dopo averli pubblicati. Ma ho detto, “mi butto”. Ho una comunità piccola, ma molto attiva. Si vede che ci sono persone vegane interessate, che vogliono conoscersi e trovare posti dove mangiare. Vedo che li sto effettivamente aiutando. Così da quest’anno ho iniziato a pubblicare reel più seriamente. Il reel che è andato meglio è stato quello sulle costicine vegetali, anche a causa degli haters: quando dici “carne vegetale”, è una cosa devastante per alcune persone. Spero che in futuro i locali inizino a chiedermi consigli. Alcuni hanno già iniziato, magari chiedendo una collaborazione o semplicemente aiuto su cosa introdurre nel menu. Mi fa piacere, significa che c’è interesse e richiesta. Una pasticceria, ad esempio, ha aumentato quasi del doppio la richiesta vegana rispetto all’anno precedente, perché ci sono pochi dolci vegani in giro, che non sono solo per vegani, ma anche per chi è intollerante al lattosio o alle uova.  Ci sono anche persone onnivore che scelgono dolci vegani pensando che siano più leggeri. Rispetto a tempo fa essere vegani è più facile, ci sono più opzioni nei supermercati e nei locali”

“Io ho iniziato durante il Covid, quando sono diventata vegetariana per motivi climatici. Sono un’ambientalista e vedere l’aria pulita e l’acqua pura durante il lockdown mi ha fatto riflettere sul nostro impatto sull’ambiente. Ho guardato documentari come Seaspiracy, che mi ha colpito profondamente. In particolare, quest’ultimo spiegava come entro il 2050 finiranno i pesci nel mare: è un problema anche per l’ossigeno, perché il 50% dell’anidride carbonica è assorbita dal mare”

“Grazie a idee come questa ho iniziato a riflettere anche dal punto di vista etico. Sono così diventata vegana, inizialmente oscillando tra vegetariana e vegana”

Poi ho iniziato a riflettere dal punto di vista etico, cioè sull’antispecismo. Ho fatto una grande riflessione sul fatto che vedo tutti gli esseri viventi allo stesso livello e non capivo l’idea di uccidere un animale, di mangiare quella bistecca per dieci minuti o quel prodotto animale per dieci minuti solo per le papille gustative a discapito di un’intera vita. Fondamentalmente, non vedevo perché farlo. È una cosa che spesso cerchiamo di non vedere perché vediamo il prodotto a sé stante, senza vedere l’animale. Nella cultura occidentale c’è sempre questa forma di antropocentrismo, dove l’uomo si vede sempre al di sopra del resto del mondo. Io sono molto contraria a questa forma di centralità e volevo fare una sorta di democrazia degli esseri viventi”

Dato che noi non abbiamo l’esigenza effettiva di mangiare prodotti animali perché ormai ci siamo evoluti a tal punto da non averne bisogno, me ne sono privata. Non è stato difficile per me, se devo essere sincera, perché mi è venuto spontaneo. Non l’ho vista come una costrizione, non è che qualcuno sia venuto da me e mi abbia detto: “Tu da domani diventi vegana”. È stata una cosa che ho fatto volentieri, quindi non ho sentito questa pesantezza Una volta che ti abitui, ricade tutto in una routine. A me farebbe strano mangiarli adesso, non mi viene voglia. Con i miei genitori all’inizio non mi sono mossa bene, ero arrabbiata e li giudicavo, il che ovviamente non è stato ben accolto. Poi ci siamo capiti e ora sono vegetariani. Abbiamo parlato insieme e ora capiscono il mio ragionamento. Adesso sono molto più tranquilla e riesco a spiegare le mie motivazioni senza giudicare”

Sono partiti dal vedere la mia scelta come la classica scelta estremista di turno, a capirla, e sono i primi che magari vanno in un locale e, anche se non ci sono io, chiedono se ci sono opzioni vegane. E mia mamma, tra l’altro, ha anche una piccola pagina su Instagram dove diffonde ricette, perché è appassionata di cucina: grazie anche alla mia influenza, piano piano tutte le ricette stanno diventando vegane”

Nel corso di quest’anno con Padova Vegan sono stata invitata per un talk da Generazione Padova un dibattito dove ho parlato del mio progetto. Dato che il tema era l’ambientalismo, ho portato la mia visione ambientalista e antispecista, parlando della mia pagina, assieme a Andrea Zanoni e Arturo Lorenzoni. Io ho aperto la discussione parlando del mio progetto”

“Mi fa piacere vedere la nascita di una comunità. Ho organizzato qualche piccolo evento per la mia community, come quello con Samantha di Magna Padova, a cui sono molto legata. Anche se era durante la settimana e costava abbastanza, le persone erano contente”

Per me non è importante il numero di persone che partecipano, ma vedere le interazioni che si creano, il modo in cui vari individui riescono a trovarne altri con la stessa ideologia. Ho anche un canale Telegram dove le persone possono scriversi, andare insieme agli eventi. Vorrei che si creasse una comunità locale attorno a questo tema”

“Mi piacerebbe che la mia pagina si spingesse anche verso il lato animalista, far vedere non solo i locali che hanno opzioni vegane, ma anche le realtà che aiutano gli animali. Proprio per questo, ogni tanto faccio qualche collaborazione o cerco di aiutare la LAV (Lega Anti Vivisezione) di Padova, un’associazione italiana per gli animali. Fa campagne anche dal punto di vista legale, petizioni. Ultimamente hanno promosso la campagna contro i circhi, per gli animali sfruttati nei loro spettacoli, . poi c’è stato il film Food for Profit, che è andato anche al Parlamento europeo e italiano. Parlava di allevamenti intensivi e del legame con le lobby della carne. La LAV ha aiutato questa iniziativa, dando fondi o supporto per la produzione del film. Cerco di aiutarli, se fanno mercatini, banchetti in centro o cene di beneficenza. Purtroppo queste realtà, se non fanno attività di beneficenza, non ricevono fondi”

“Prossimamente vorrei predisporre qualcosa di semplice, come andare a mangiare un gelato insieme. Finora ho fatto apericene o cene, che dal punto di vista economico sono un po’ più costose. Volevo fare qualcosa di più accessibile e più semplice, per permettere alle persone di fare comunità e aiutare anche gli animali sponsorizzando qualche progetto”

padovavegan-6

Condividi