Non c’è bisogno di essere nerd o avere degli amici che condividono la medesima passione per poter partecipare a una serata di giochi da tavolo ad Asgard. Basta curiosità e voglia di divertirsi: mossa dopo mossa il gioco abbatterà tutte le barriere (anche quelle linguistiche), creando e rafforzando le relazioni. È così facile che lo facciamo sin da bambini: da una semplice partita possiamo stringere nuove amicizie senza accorgercene. Alessandra e Matteo ci parlano di come questo mondo abbia aperto le porte davvero a chiunque e come ancora oggi il gioco da tavolo sia sempre in grado di unire grandi e piccini.


Asgard, la tana dei goblin (Alessandra Lazzarotto, Matteo Martin)
Alessandra: “Il mio nome è Alessandra Lazzarotto e sono la presidente di Asgard da novembre 2023. Sono arrivata in Asgard una sera di fine Marzo nel 2019, perché volevo provare dei giochi da tavolo e mi sono subito innamorata della gente e dell’ambiente di questa associazione. Ho iniziato quindi a investire sempre più tempo nell’associazione fino a entrare nel direttivo. Ho stretto amicizia col presidente dell’epoca, con cui abbiamo portato avanti Asgard anche durante il Covid, fino a che non ha lasciato il suo incarico e mi sono trovata a prendere il suo posto”
Matteo: “Io sono Matteo Martin e sono un grande nerd, dai videogiochi ai giochi da tavolo e giochi di ruolo. Sono entrato ad Asgard nel 2015, ma ho sempre avuto un ruolo un po’ più defilato all’interno dell’associazione. Sono sempre stato quello che porta i giochi strani, un po’ più alternativi. Un esempio può essere Cosmic Frog, gioco che consiste nell’interpretare una rana alta due miglia, in un piano alternativo, contro altre rane che si nutrono di terreni.
Nel 2023, dopo un pressing di due anni perché entrassi nel direttivo di Asgard ho ceduto, anche perché il momento lo richiedeva. Ora rivesto il ruolo di segretario, anche se sono un po’ tuttofare. Noi due insieme siamo due quarti del direttivo”
Alessandra: “Filippo è il vicepresidente, ed è sempre stato attivo all’interno dell’associazione, per cui dà una certa continuità, avendone visto l’evoluzione. Il quarto componente del direttivo è Federico Businari, che è arrivato dopo il Covid ma ha sempre dato tutto se stesso ad Asgard, e ne è il tesoriere”
“Asgard è un’associazione semplice, ma entro la fine di quest’anno diventerà più strutturata, passando ad APS. I componenti del direttivo sono meri rappresentanti dei soci, di cui rispettano la volontà. I soci attualmente sono una cinquantina: tramite un’iscrizione annuale, per cui è richiesta una piccola quota da versare, compriamo l’assicurazione, affinché tutti siano al sicuro durante le serate e con la somma restante compriamo i giochi. Poi a loro ci rivolgiamo principalmente per preparare la sala ogni venerdì sera, o per coinvolgerli negli eventi”
Matteo: “Asgard nasce dall’intento di divulgare il gioco intelligente, quindi è per chiunque abbia un minimo di pulsione o interesse verso questo tipo di hobby, che sta diventando sempre più trasversale. Negli ultimi anni abbiamo visto un’evoluzione del frequentatore medio; forse a causa del Covid, questo tipo di interesse si è diffuso anche tra tipologie di persone che prima non avresti mai visto in questo contesto.
Quindi noi abbiamo cercato di rispondere a questo cambiamento dando particolare attenzione all’inclusività̀; stiamo attenti a come comunichiamo, cerchiamo sempre di creare un ambiente accogliente. Banalmente, noi del direttivo aspettiamo a giocare per dedicarci soprattutto ad accogliere le persone nuove, che magari hanno determinate esigenze e cerchiamo di farle sentire a proprio agio, aiutandoli a scegliere il gioco che per loro potrebbe andare meglio.
Asgard quindi è estremamente inclusiva e aperta al pubblico verso chiunque voglia partecipare, ed è anche per questo che ci troviamo così bene dentro una Casa di quartiere, aperta alla cittadinanza in ogni momento. Chiunque può partecipare alle nostre serate e chiunque è bene accetto; quindi, ci sono sia soci che frequentatori, dove in realtà i frequentatori sono la maggioranza, proprio perché il senso di Asgard è la divulgazione, quindi portare il gioco da tavolo e farlo conoscere a tutti quelli che lo desiderano”
Alessandra: “In casa di quartiere, il 3 marzo abbiamo lanciato l’evento “Rolling for Diversity”, in collaborazione con diverse associazioni: la Gilde del Cassero, Tiresia, Odissea e GDR Padova, dove abbiamo parlato dell‘inclusività̀ nel gioco. Infatti, non sempre vengono percepite alcune difficoltà che molte persone possono avere, sia da un punto di vista del genere e dell’orientamento sessuale, che dell’autostima, che possono andare ad inficiare nella fruibilità̀ di un momento di gioco. Per questo abbiamo parlato di come approcciarsi a tali tematiche, attraverso anche il linguaggio”
“Il problema della rumorosità̀ in uno spazio per me è particolarmente importante, ed è il motivo per cui abbiamo richiesto una stanza in più, in modo che anche persone con determinate esigenze possano giocare.
Per partecipare ai nostri appuntamenti del venerdì sera bisogna effettuare una prenotazione nominale su Eventbrite, poiché gli spazi sono limitati e dobbiamo rispettare delle norme di sicurezza. Chiunque si prenoti può portare i propri giochi oppure affidarsi completamente ai soci di Asgard. Abbiamo una libreria con un numero discreto di giochi da tavolo, circa un centinaio, che abbiamo acquisito nel tempo grazie alle quote di iscrizione, soprattutto negli anni di Covid, in cui non abbiamo visto una diminuzione delle iscrizioni, ma non potevamo nemmeno giocare. Una parte della biblioteca di Asgard viene anche dalla donazione di giochi da parte dei soci, che ci hanno regalato molti titoli interessanti”
Matteo: “Cerchiamo sempre di creare i presupposti affinché́ si possa giocare anche con chi non conosciamo e si possano stringere così nuove connessioni. Perché è perfettamente naturale arrivare con alcuni amici, con l’obiettivo di farsi la propria serata autoreferenziale, però a quel punto, tanto vale rimanere a casa. Alla fine è questo che fa la comunità: condivisione”
“Esistono due approcci differenti nel mondo del gioco da tavolo moderno: l’Euro-game, detto anche il gioco da tavolo German, e l’American.
Il gioco Euro si basa principalmente sulla gestione delle risorse e ha quasi totale assenza di alea, ovvero l’incidenza del caso. Quindi tendenzialmente in un gioco German ci si coltiva il proprio orticello, e alla fine si guarda chi ha fatto più punti. Sono giochi di ottimizzazione, piacciono molto agli ingegneri. Il bello di questo approccio, è che bisogna applicare il cervello al gioco. E chi dice che non ci si possa divertire spremendole proprie meningi come un’arancia per arrivare al migliore dei risultati possibili?
L’American, invece, nasce dall’evoluzione del gioco di ruolo. Un esponente storico della categoria American è il famoso Hero Quest. Negli American c’è tanta ambientazione, personaggi ben caratterizzati, dadi “a secchiate” e tanta interazione fra i giocatori. Sono giochi che danno grandi scariche di adrenalina.
Negli ultimi anni si stanno ibridando le due meccaniche, mettendo insieme un po’ dell’uno e un po’ dell’altro nei nuovi giochi da tavolo”
Alessandra: “Asgard significa “casa degli dèi” e viene dalla mitologia norrena. Il nome è stato scelto dal fondatore Nicola Castellini nel 2010, che è tuttora socio e che considera Asgard suo figlio. Quando abbiamo preso in mano la comunicazione, abbiamo capito che c’era un sacco di potenziale comunicativo inespresso e volevamo sfruttare questa cosa, creando un format comunicativo e un’immagine che la rispecchia”
“L’associazione è stata fondata nel 2010 da un gruppo di sparuti giocatori da tavola, ma all’epoca non c’era il seguito che c’era che c’è ora. Asgard è stata itinerante per diversi anni, abbiamo avuto tantissime sedi. Da aprile 2023 le nostre serate hanno luogo nella casa delle associazioni, ogni venerdì fino a mezzanotte”
Alessandra: “il mio gioco preferito è Under water Cities. consiste nel costruire delle città sottomarine giocando delle carte, scegliendo le azioni che devi fare ogni turno, ed è estremamente cervellotico e complesso. Quasi a pari merito c’è Time of Crisis, un gioco storico sulla crisi dell’Impero romano del III secolo”
Matteo: “Un gioco che mi piace è XIA Legends of a Drift System, un gioco sandbox, di ambientazione spaziale dove ogni giocatore sceglie come impostare la propria carriera di esploratore dello spazio. Ci sono vari modi per raggiungere la vittoria ed è una narrativa emergente. Il gioco Sandbox non privilegia un singolo modo di giocare in particolare; ha molteplici vie per poter arrivare allo stesso risultato. Dà dei limiti ma al loro interno puoi essere creativo e fare quello che vuoi. La storia quindi non è già scritta dall’autore del gioco, ed è l’insieme di molti elementi che, concatenandosi, creano una storia. Poi a fine serata è bello ricordare le storie create. Si creano delle situazioni narrative molto interessanti senza che qualcuno le abbia scritte prima, proprio perché le meccaniche di gioco fanno in modo che succeda”
Alessandra: “il passaggio ad APS ci darà la possibilità di realizzare molti più progetti e di guardare ad uno spettro più ampio.
Il gioco da tavolo per me può essere uno strumento di educazioneimportantissimoa molteplici livelli. Quanto bello sarebbe insegnare la storia attraverso i giochi da tavolo? I ragazzi potrebbero imparare attraverso il gioco, cosa che è successa persino a me, da laureata in storia.
Questo potrebbe essere applicato a qualsiasi livello di età, spiegando la logica ma anche il senso di competizione e il rispetto per le regole, fino a veicolare degli argomenti attraverso il gioco da tavolo.
Come già fanno tantissime altre associazioni, vorrei che Asgard partecipasse al mondo dell’educazione, attraverso progetti con le scuole ed eventi per ragazzi.
Sarebbe bello fare delle giornate in cui giovani e anziani si ritrovano, o parlare direttamente a persone straniere, in modo che possano creare dei contatti, e nuove connessioni, semplicemente stando intorno a un tavolo a giocare”
Matteo: “Proprio perchè molti giochi non si servono della lingua, non c’è bisogno di una conoscenza specifica per poter giocare. Qual è un modo più diretto per stabilire una connessione, se non il gioco? Lo fanno spesso i bambini.
Questo sarebbe un modo per coronare il principio fondante di Asgard, perché il gioco da tavolo porta dentro di sé tanti valori, che sono chiaramente il rispetto dell’avversario e delle regole, che può aiutare persone con certe difficoltà a creare relazioni”
Alessandra: “Non siamo l’unica realtà ludica di Padova, anzi ce ne sono svariate. Il Circolo Overlord, è l’organizzatore del Gioca Padova, il più grande evento a tema ludico di Padova. Con loro ci troveremo il 21-22 settembre alla Fornace Carotta per due giorni di gioco da tavolo folle e disperatissimo. L’Ultima Alleanza, invece, si occupa soprattutto di wargame e del gioco di miniature. Poi ci sono altre associazioni come Biblio Amat, e GDR Padova, per il gioco di ruolo”
Matteo: “Arrivare all’Arcella ha portato a un ricambio di soci molto forte; quindi stiamo facendo un percorso di formazione per prepararli a partecipare sempre di più ad eventi esterni aperti al pubblico e alla cittadinanza in cui spieghiamo loro nuovi giochi. So che sembra strano, ma c’è un piacere intrinseco anche nel vedere che le sensazioni che provi tu cominciano a diffondersi nelle persone a cui hai spiegato il gioco. C’è una sorta di empatia nel gioco, una connessione che non riesco a spiegare”
“Asgard rientra in una struttura nazionale, la Tana dei Goblin, un network per la divulgazione del gioco da tavolo con cinquantacinque associazioni affiliate, con cui condividiamo un magazzino di giochi da tavolo e dove possiamo trovare tutti i tutorial e regolamenti per giochi che non conosciamo.
Il momento più alto per i Goblin d’Italia è il Modena Play, la più grande fiera sui giochi da tavolo e di ruolo, in cui viene richiesto ai volontari di fare tre ore di spiegazione e poi si è liberi di andare a provare giochi nuovi.
Io ho trascorso due giorni e mezzo di tre, a spiegare: mi piaceva talmente tanto vedere le facce contente di quelli a cui spiegavo il gioco che sono rimasta la”