Dall’interesse per le relazioni nasce una vita dedicata alla loro conoscenza. Marco Scarcelli, professore dell’Università di Padova e, da quest’anno, direttore del corso di laurea triennale “Comunicazione”,  ci ha raccontato il suo lavoro e ci ha spiegato molti concetti, com’è giusto che sia. Studia il mondo dei nuovi media con un approccio sociologico, per capire come questi influenzino alcuni aspetti fondamentali delle nostre vite, ma soprattutto le vite dei giovani: dal modo in cui viviamo e performiamo il nostro genere, alla nostra sessualità.

Come inquadrare in una sola categoria una persona che sta ancora sperimentando? È questa la difficoltà che abbiamo affrontato dopo aver conosciuto Gaia Pulliero, regista, sceneggiatrice, produttrice e attrice.
Una giovane poliedrica che si lascia guidare dall’ estro artistico e che usa la propria espressività per sensibilizzare il prossimo nei confronti di tematiche sociali rilevanti. Gaia ci ricorda ancora una volta che la vita è una e una soltanto, e che il nostro percorso di scoperta e affermazione inizia proprio dentro di noi.

Un spazio dove scoprire le gioie dell’essere madre, dove ottenere la formazione necessaria alla copertura del ruolo più delicato che ci sia. Non solo: un luogo dove allattare in serenità, dove trovare un fasciatoio, dove reperire un pannolino quando lo si ha dimenticato. Marialuna e Chiara – fondatrici di Emme di Mamma – ci hanno raccontato come le loro storie si siano magicamente congiunte, dando vita alla realtà genitoriale più innovativa della città.

Il linguaggio dell’arte è universale, include la totalità delle esperienze, riuscendo a dare voce a tutte le realtà che contribuiscono a rendere la società un luogo di arricchimento culturale, abbracciando l’umano nelle sue infinite sfumature. Le voci di coloro che collaborano con il Progetto Tiresia ci fanno riflettere, insegnandoci ad aprire gli occhi – e la mente – a tutto ciò che sta di fronte a noi e chiede di essere riconosciuto.
Progetto Tiresia

La potenza dell’arte s’incarna nell’uomo che sa accoglierla, nell’uomo che sa concretizzare l’idea in un gesto creativo. Non possiamo che ammirare chi opta per la denuncia di ciò che nel mondo smette di essere equo, per chi fa della propria vita un mezzo di espressione volto alla sensibilizzazione degli sguardi, dei cuori, degli animi. Diamo spazio alla voce di artisti come Marco Gavagnin.

Il basket forma gli animi, insegnando loro la capacità di sentirsi parte di un tutto, lottando per un fine comune. Alberto Antonello ci ha raccontato il suo percorso all’interno di questo sport e, nello specifico, la sua speciale relazione con le Lupe – società di San Martino di Lupari.

Agave è il luogo in cui la produzione di accessori di moda e arredamento s’intesse con l’amore per la sostenibilità. Formando uomini e donne provenienti da tutto il mondo, Agave fonda i propri valori sull’inclusione. L’arte del cucito e la passione per l’artigianato rievocano un mestiere d’altri tempi: la sartoria. Un lavoro che, per chi proviene da lontano, si fa strumento di indipendenza e autonomia. Non parliamo solamente di un laboratorio sartoriale, ma di un punto di inclusione sociale, professionale e relazionale.

Nell’era digitale la moda e i diritti LGBTQ+ corrono veloci sulla stessa linea comune: liberarsi dal dogma, essere ed esprimere se stessi. Celebrare l’amore al di là delle etichette. Arianna Favero rappresenta la commistione di questi due mondi: l’amore e la moda – retti e guidati dall’arte – esaltano le più ampie sfumature dell’essere, sostenendo la bellezza nella sua più espressiva diversità.

Le Cucine Economiche Popolari di Padova dal 1882 offrono pranzi caldi non solo ai senza tetto della città, ma a tutti coloro che necessitano di aiuto e assistenza, cercando di dare risposte ai bisogni primari delle persone vulnerabili.