Il tempo si ferma là dove noi procediamo. In un momento, il tutto. Rimanere in ascolto del mondo per aprirsi all’immenso potere del pensiero creativo. Con le sue riflessioni Marco Lucino – artigiano ideatore di Revolù Art – risveglia nell’animo il desiderio di evadere dalla ferma struttura del quotidiano, abbracciando la sfrenata illogicità che della vita sa cogliere ogni frammento.

Tra me e il mio sentire, tra il mio corpo e chi lo usa come una tela: il confine smette di essere visibile e le storie s’intrecciano. Alice – tatuatrice padovana specializzata in tatuaggi artistici su piccola scala – dal 2019 coniuga la celebrazione dell’arte con la celebrazione del corpo, facendo dell’inchiostro il mezzo per immortalare l’infinito perpetuarsi del bello.

Elogio alla leggerezza, alla capacità di rimanere tanto sulla superficie delle cose, tanto di addentrarsi nelle loro profondità. L’arte celebra il delicato respiro vitale che anima le cose del mondo, veicola il sentimento umano di apertura a tutte le infinite esperienze che costellano le nostre vite. Giorgio Chinea – curatore e collezionista d’arte – ci ha guidati tra le sue esperienze professionali che l’hanno condotto ad essere uno tra i galleristi più stimati di Padova.


Scorre nelle nostre vene, ad altissima velocità. Restituisce il sentire di una città, i desideri di un tempo, la sensibilità tutta umana nei confronti del bello. La musica salva.
Tra Padova e Torino, Carlo Corbellini – cantante, autore e produttore dei Post Nebbia – ci racconta il suo particolare percorso musicale guidandoci attraverso passato, presente e futuro del rock underground italiano, lì dove tutto ha inizio.

Allo stesso modo del sapere, anche l’inventiva e la curiosità vengono tramandate di generazione in generazione. Borse Valentina, bottega del padovano attiva dal 2003, coniuga il calore familiare con la sempre rinnovata tecnica imprenditoriale. Migliorare, stare al passo con i tempi, saper prevedere le richieste del mercato con una produzione rispettosa del materiale e della manodopera: tratti che, per fortuna, ancora caratterizzano il meraviglioso mondo dell’artigianato.

Il linguaggio dell’arte è universale, include la totalità delle esperienze, riuscendo a dare voce a tutte le realtà che contribuiscono a rendere la società un luogo di arricchimento culturale, abbracciando l’umano nelle sue infinite sfumature. Le voci di coloro che collaborano con il Progetto Tiresia ci fanno riflettere, insegnandoci ad aprire gli occhi – e la mente – a tutto ciò che sta di fronte a noi e chiede di essere riconosciuto.

La potenza dell’arte s’incarna nell’uomo che sa accoglierla, nell’uomo che sa concretizzare l’idea in un gesto creativo. Non possiamo che ammirare chi opta per la denuncia di ciò che nel mondo smette di essere equo, per chi fa della propria vita un mezzo di espressione volto alla sensibilizzazione degli sguardi, dei cuori, degli animi. Diamo spazio alla voce di artisti come Marco Gavagnin.
L’abito non fa il monaco, ma concorre a costruire più saldamente l’identità di ciascuno di noi. Ci sono oggetti che hanno lasciato una traccia indissolubile nelle storia della letteratura, del cinema, della musica… Tra questi, una buona parte sono anche cappelli. Che sia Napoleone Bonaparte, Sir Winston Churchill o Indiana Jones: questi cappelli hanno definito la nostra idea del personaggio, rimanendo indelebili nella nostra memoria. Dei cappelli che hanno scritto la storia di Padova ce ne parlano Livio e Francesco, i proprietari della Cappelleria Zin e De Lucia.

Coltivare i sogni e nutrire le nostre aspirazioni di impegno e dedizione: Giada Zuccarelli ci racconta la sua ascesa nel mondo del make-up, insegnandoci ad abbracciare le nostre passioni, affinché queste prendano sempre maggior spazio all’interno della nostra vita lavorativa. Le battaglie di Giada sono anche le nostre: prendere consapevolezza dei nostri meriti, ringraziare coloro che ci hanno guidato ed affrontare le sfide a testa alta.

Nel cuore di Padova, Enrico Paccagnella porta avanti un mestiere antico: l’artigiano gioielliere. Maestosa l’idea che lo muove, pulito e minimale l’effetto finale: il gioiello contemporaneo. In un mondo che scorre veloce verso la soppressione di antichi lavori, Via Fiume 18 ci insegna ad amare il lavoro lento, manuale, imperfetto.